Era una decisione inevitabile, ma questo non significa che non ci abbia lasciato esterrefatti: qualche settimana fa la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha autorizzato un prestito di 500 milioni di dollari per finanziare TANAP, un gasdotto che fa parte del progetto per combustibili fossili più grande e più costoso d’Europa – il Corridoio Meridionale del Gas. È difficile accettare questo ennesimo investimento per la costruzione di una vera e propria bomba ai danni del clima, dopo che quest’anno sono già morte centinaia di persone in Europa a casa di fenomeni meteorologici estremi: gli incendi boschivi che hanno dilaniato il Portogallo, devastanti allagamenti ed episodi di siccità in Italia, e il primo caso di un uragano che minaccia di approdare in territorio europeo.

È importante tenere in considerazione che questa banca pubblica ha preso la decisione di spendere il denaro dei contribuenti per finanziare il progetto più grande e recente di energia sporca del continente solo due settimane prima che i governi di tutto il mondo si riuniscano, in Germania, per stabilire dei piani per implementare l’Accordo di Parigi – e questo suona come un insulto.

La banca ha rilasciato false dichiarazioni nelle quali afferma che il Corridoio Meridionale del Gas aumenterà la sicurezza energetica riducendo la dipendenza dell’Europa dal gas russo e contribuendo addirittura agli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Secondo la BERS, immettere 500 milioni di dollari in finanziamenti pubblici  in un nuovo enorme gasdotto, “contribuirà a garantire una gamma migliore di rifornimenti energetici per i consumatori nei Balcani e nel sud-est europeo, oltre a permettere riduzioni significative di emissioni di anidride carbonica grazie alla sostituzione di centrali energetiche a carbone ormai obsolete.” Questo però non corrisponde affatto alla verità: Sono già stati presi diversi accordi con compagnie russe perché distribuiscano il loro gas in Europa attraverso TANAP, e la BERS non ha condotto alcuna indagine sull’impatto climatico dell’opera.

Ma c’è dell’altro. Un’altra banca pubblica europea, la Banca Europea degli Investimenti (BEI), sta predisponendo un prestito analogo, da due miliardi di dollari, per finanziare un altro tratto dello stesso progetto: il Gasdotto Trans-Adriatico – nell’acronimo inglese, TAP.  Questo sarà il prestito più ingente che la banca abbia mai concesso, e ciò che si stanno proponendo di fare è finanziare ancora un’altra struttura per i combustibili fossili.  La prossima riunione nel corso della quale potrebbe essere presa questa decisione si terrà in contemporanea alla Conferenza di Bonn sui cambiamenti climatici, il 14 novembre.

Dato il crescente dissenso nei confronti del progetto, è molto probabile che la banca possa rinviare ulteriormente la decisione e seppellire l’annuncio tra le notizie del prossimo inverno. Come movimento è nostro dovere assicurare che qualunque decisione presa sia messa al centro del dibattito pubblico e, qualora il progetto dovesse venire approvato, dobbiamo sostenere la comunità sul territorio in modo da garantire che non venga mai ultimato. Sappiamo che quella di ostacolare i lavori è una strategia vincente. Ritardare la costruzione in ogni modo possibile è stato il modo in cui abbiamo contribuito a far accantonare il progetto dell’oleodotto East Energy.

“È fondamentale capire che le grandi compagnie hanno bisogno delle banche per finanziare i loro progetti per i combustibili fossili, ma le banche non hanno bisogno di quei progetti per generare profitto. Fermate i finanziamenti e fermate i gasdotti.”

Matt Remle (Dakota), Mazaska Talks

Sebbene continuiamo ad appellarci, con buona ragione, alle autorità europee perché smettano di finanziare progetti per i combustibili fossili, non possiamo affidarci solo a questo. Abbiamo bisogno di trovare modi innovativi di affrontare questi nuovi progetti di infrastrutture che permettano la partecipazione del maggior numero di persone possibile, indipendentemente dalla loro prossimità a questi progetti.

Le popolazioni indigene in Nord America hanno già indicato la strada con le manifestazioni Disinvestiamo il pianeta — tre giorni di eventi molto importanti che si sono concentrati sui finanziamenti forniti dalle singole banche ai più grandi progetti di combustibili fossili nel mondo.

Le banche private al dettaglio, a differenza della banche pubbliche, si possono trovare in ogni comunità. Sono esposte all’opinione pubblica e si preoccupano di mantenere una buona immagine in modo da attirare nuovi clienti. Sono aperte al pubblico e facilmente accessibili, e quindi rappresentano un punto debole strategico nell’apparato dell’industria e della finanza dei combustibili fossili.

Questo è il momento opportuno per organizzarci e prepararci a deviare i flussi finanziari verso i combustibili fossili su scala globale. Avremo bisogno di coordinarci. Avremo bisogno di attivarci in ogni comunità. Organizzarci attorno alle banche sarà probabilmente una componente importante di questa protesta. Siete pronti?

Tim (@carbontrouble)
#NoTAP #DefundTAP

 

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